Canto 26 | Ritorna da Me

CANTO 26

Ritorna da Me

Dell’immagine del Naufragio prende vita il senso dell’opera. Come Ulisse viene ingannato da spregiudicatezza e risucchiato negli abissi dopo aver superato i limiti del mondo così l’Uomo moderno viene sedotto da “illusioni” e valori materiali, perde ragione e identità. Il ritorno alla Natura ed alla sua “divina saggezza” pone rimedio. L’Uomo sopravvive, diventa “naufrago”, ritrova il senso della propria esistenza e ricerca. La Natura esorta l’Uomo a ritornare da lei.

Ubicazione: viale del Colle – Parco del Castello – primo livello
Autore: Lisa Battistutta di UDINE
Tel www e-mail

Lisa Battistutta è mosaicista, formatasi presso la Scuola Mosaicisti del Friuli. Vive e lavora a Udine.

Materiali utilizzati: marmi, sassi, legno, elementi vegetali, iuta, canapa, supporti in legno

Attorno all’albero si articola l’installazione: un tappeto musivo con trama a spirali, elementi collegati tra loro da un tessuto composto da sassi ed elementi vegetali. Una corda lega saldamente il tronco dell’albero alla terra, scomparendo e ritrovando luce al di là dei vortici.

L’opera si ispira al viaggio di Ulisse e al suo naufragio. La sacralità dell’albero simboleggia l’Uomo che cerca di sopravvivere al naufragio della propria identità perché tentato e ingannato da una società materialista. Il ritorno alla Natura e alla sua divina saggezza sembra l’unica soluzione per sopravvivere. La Natura esorta l’Uomo a ritornare alle origini ricongiungendosi ad essa e a quei valori persi come semplicità,lentezza e rispetto. La corda attorno al tronco dell’albero rappresenta simbolicamente quel legame dimenticato, quella radice ancora vitale che invita simbolicamente ad essere tirata e che richiama l’uomo alla propria naturalezza.

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